Quadrati, cerchi , triangoli, figure tridimensionali scolpite in un’enorme roccia granitica, ecco ciò che si presenta davanti ai miei occhi, una volta trovato il sito di cui fin da ragazzo avevo sentito parlare.

Questo incredibile e quasi sconosciuto luogo, un sito unico nel suo genere, è uno di quelli che rendono la Sardegna magica e creano l’indissolubile collegamento tra cielo e terra.

Rimango in silenzio ad osservare questo enorme masso della lunghezza di circa dieci metri e le sue enigmatiche incisioni. Venti nicchie di profondità variabile scolpite migliaia di anni fa, disposte su due file che sembrano scrivere un messaggio: triangoli, cerchi e quadrati si susseguono lungo tutta la struttura, con inoltre alcuni triangoli circondati da strane incisioni circolari.

Le sorprese non finiscono qui, dopo aver esplorato tutta la pietra noto che nella parte superiore sono incise delle coppelle votive, dodici disposte in circolo e una centrale, secondo le versioni ufficiali la loro funzione era quella di ospitare doni per gli Dei ma c’è chi sostiene che possano essere l’immagine di fasi lunari, fatto che affermerebbe ancora una volta la conoscenza astronomica dei popoli passati.

Gli antichissimi, sconosciuti e abili abitanti di questo luogo mi sorprendono ancora, a pochi metri sono presenti altre formazioni artificiali quadrate ma più grandi disposte in modo regolare, ricordo che nel totale silenzio esclamai “non ci posso credere queste sono false porte!”, del tutto simili a quelle viste durante un mio viaggio in terra d’Egitto. Le false porte rappresentano un passaggio, il luogo di confine tra due mondi, quello della vita e della morte, un passaggio dimensionale , un portale da cui si compie un salto che, secondo antiche culture, conduce verso la fine del percorso terreno e l’inizio del viaggio cosmico.

Migliaia di anni prima di Cristo si parlava di portali dimensionali da cui si aveva accesso attraverso le “false porte”, quadrati di pietra posizionati sui muri delle tombe dalle quali si pensava che l’anima potesse tornare a fare visita al nostro pianeta. La porta ultradimensionale è stata tramandata dalle più misteriose popolazioni del mondo, conosciamo infatti l’alto livello tecnologico degli egizi rispetto agli altri popoli ma trovare le stesse porte qui in terra di Sardegna mi lascia davvero senza parole. Ora tutto si fa più chiaro, mi trovo in un sito il cui scopo principale è quello di accompagnarci nel passaggio dalla vita alla morte, trapasso considerato non fine ma rinascita. Un percorso iniziatico che parte dall’enorme masso ricco di simboli geometrici il cui significato è ancora da decifrare ma che si conclude poco più in alto all’ingresso delle porte apparentemente chiuse. Le geometrie che disegnano questo luogo sacro sono il cerchio, possibile simbolo di continuità, divinità e infinito, mentre i triangoli potrebbero rappresentare piramidi o templi a gradoni, i quadrati punti di contatto tra Dio e il mondo dei vivi.

Quest’anno ho avuto il piacere di conoscere Robert Bauval persona eccezionale e umile, solo grazie ai suoi studi e alle sue convincenti spiegazioni, la scienza ufficiale ha riconosciuto le piramidi di Giza perfettamente allineate alla cintura di Orione . Bauval mi disse che “Le piramidi sono macchine per convertire un corpo da umano a stellare ma funzionano solo se correttamente attivate”. Se l’uomo del futuro trovasse uno Smartphone, privo di elettricità e processore, nelle sue mani risulterebbe un semplice pezzo di plastica, perché ovviamente non potrebbe funzionare, alimentato da quella stessa corrente elettrica che in un futuro lontano potrebbe non esistere più. Allo stesso modo le piramidi e particolari templi sparsi in tutto il pianeta potrebbero essere dispositivi di pietra attivabili da una fonte energetica a noi sconosciuta, facendoli apparire oggi come computer spenti, inutilizzabili.

Credo che quello che viene definito ufficialmente “Altare bizantino di Oschiri ” sia in un “ X File” chiuso da migliaia di anni la cui apertura avverrà solo quando le nostre menti riceveranno la chiave per aprirlo, non accendi un computer senza energia e password.

Il Cristianesimo ha spesso riadattato i luoghi di culto pagani costruendo sopra una chiesa per distruggere, sostituire o più velatamente assorbirne i poteri sacri. E non è un caso che proprio di fronte al misterioso altare rupestre sorge quasi ad ammonimento la chiesa di Santo Stefano ,questo spiega il motivo delle croci incise su alcuni simboli della roccia quasi ad annullare come una grossa X la presenza degli antichi Dei. Il mistero di Oschiri si infittisce ulteriormente perché sopra l’ingresso principale della chiesa è presente una testa in trachite della Dea Astarte murata insieme ad una trave dello stesso materiale, sui cui vi sono alcune scritte incise in una lingua sconosciuta e mai decifrata.

Astarte Dea della vita e della morte e del ciclo vitale, in Mesopotamia veniva rappresentata come la Dea della guerra e raffigurata dai Babilonesi in sella ad un Leone, mi sforzo di capire il senso della presenza di una Dea così venerata , probabilmente la risposta di tutto è in quella enigmatica scritta.

E’ da molte ore che mi trovo qui ed il sole ha cambiato la sua posizione mutando insieme ad essa anche le ombre, tutto il sito archeologico ha improvvisamente cambiato fisionomia e i triangoli ora sembrano essersi divisi, i cerchi trasformati in mezze lune, i quadrati deformati , tutto è diventato più tetro, più serio e avverto nitidamente la sensazione che la porta aperta di fronte a me, si stia chiudendo. E proprio come nei sogni si alza un dolce vento che avverto come un saluto, anzi come un arrivederci…